Fantic Caballero, sogno proibito degli anni Settanta

Il primo Caballero fa la sua comparsa al Salone del ciclo e motociclo di Milano nel 1969 e ottiene subito un “ampio consenso”. Fantic Caballero, una moto “regolarità” che rappresentava il sogno di molti adolescenti dell’epoca

 

Fantic Caballero, indimenticabili ricordi. Estate anni Settanta. Di quelle che si trascorrono nella casa al mare dove si fa la “villeggiatura”. La sera giunge profumata mentre alle cabine le persone fanno la fila per telefonare con la busta dei gettoni in mano. A ora di cena, si spera di trovare meno gente perché tutti sono a mangiare. E si riesce a telefonare, forse, con più facilità. Altri mondi. Dove non è consuetudine leggere di madri scellerate che per “riconquistare la propria libertà” lasciano morire la propria bimba da soli di stenti. Si, ci sono i “fattacci” ogni tanto, gli “anni di piombo” ma l’umanità di quegli anni appare meno disumana di quella che ci rtroveremo negli anni a venire.

Torniamo al nostro Fantic Caballero e alle file per telefonare con la busta dei gettoni in mano. Sei lì che aspetti e parlotti con il compagno o compagna di attesa, casuale o scelti. Poi senti inconfondibile un rombo, ti volti e ti innamori. I tuoi sogni di adolescente prendono forma. Ti interessano più queste gomme tacchettate e manubrio largo, vento in faccia e solitudini a zonzo. Da distanziamento non sociale ma motociclistico. Ti interessano più queste atmosfere che il lucidalabbra, pur inebriante, di tante adolescenti che vorresti accogliere su una motocicletta come questa e vivere sogni di autentica libertà, non di sballo e droga dello stupro, maledetti anni Duemila ecc.

Come Lawrence d’Arabia, vorresti scorazzare nel deserto con una moto come quella che vedi passare mentri sei al mare, in una estate anni Settanta. Questo sogno si chiama Fantic Caballero, la gioia dei quattordicenni che costituivano il fronte opposto di chi andava in vespa in punta di sellino o sul boxerino blu, più adatti ai signorini col mocassino. No, il Caballero era più adatto per piccoli John Rambo. Anche se lui si mette in fuga su una bella enduro 500 nel mitico film.

Fantic Caballero, il primo modello

 

Il Caballero ha significato per tanti giovani l’iniziazione a quella passione chiamata due ruote che, come chi scrive, ancora oggi a 58 anni, vuol dire chilometri e libertà. Il primo Caballero fa la sua comparsa al Salone del ciclo e motociclo di Milano (oggi Eicma) nel 1969 e ottiene subito un “ampio consenso”. Nonostante si tratti di un ciclomotore da 5o cc, ambizione di ogni quattordicenne motivato e tosto, ha la classica magnifica impostazione delle moto da fuoristrada, quel mitico club chiamato “regolarità”.

La linea più che estetica, è “estatica”, bellissima, con un cinquantino così ti senti sulle ali del vento. Poi chi non ricorda quella borsa portaoggetti sul serbatoio che faceva tantto adventure? Telaio alto da terra e parafanghi alti sulla ruota, il Fantic Caballero monta un bel propulsore due tempi marchiato Motori Minarelli.

La seconda serie del Fantic Caballero consolida la fama dell’azienda di Barzago. Viene prodotta in due varianti: con cambio a 4 o 6 marce, con tonalità cromatiche specifiche, il rosso per il 4 marce ed il blu per la versione a 6. Dotato, secondo codice stradale, di carburatore Dell’Orto da 14 mm, l’abitudine dei ragazzi è quella di migliorare più le prestazioni per renderlo competitivo in maniera immediata. Come? Cambio carburatore da 19 mm e una bella marmitta in grado di fare la propria parte, altro che moto elettriche e sibili da petulanti zanzare.

Le versioni di maggior successo sono quelle del 1973. Caratteristiche: Motori Minarelli da 4 o 6 marce, marmitta alta a sogliola sul lato destro, bella in evidenza grazie alla presenza di una protezione antiscottature cromata. I parafanghi anteriore e posteriore diventano in acciaio e baluginano come due spade samurai katana. Di rigore, nonostante il cross, tenerli belli sfavillanti.

Gli ultimi modelli e il Fantic Caballero 125

 

Gli ultimi modelli di Caballero vengono prodotti sino al 1981. Nel frattempo l’azienda rivolge parte delle proprie energie al settore trial con modelli impreziositi dallo stesso nome ma in realtà frutto di progetti totalmente nuovi. Modelli con questa denominazione erano ancora presente sul catalogo al momento della chiusura dell’azienda nel 1995.

Il primo modello che supera le specifiche dei ciclomotori e viene pensato per i sedicenni neopatentati è il Caballero 100, equipaggiato da un motore Franco Morini, mentre nel 1973 venne lanciato il modello di cilindrata ancora superiore, il Caballero 125, dotato di propulsore Minarelli. Queste versioni non riusciranno a confermare il successo del Caballero 50. La concorrenza sarà particolarmente difficile da battere con KTM, Zündapp, Simonini, Aspes ed SWM a dare prova di forza.

La situazione migliora con la partecipazione alle competizioni motociclistiche di regolarità del tempo e con la conseguente presentazione del modello Caballero Regolarità Competizione 125, la cui destinazione sportiva viene messa in evidenza anche dalla presenza delle classiche targhette portanumero in uso nelle gare.

Quando il Fantic Caballero è ritornato nelle diverse versioni 125, 250 e 500 cc, il cuore ha fatto un sobbalzo. Di fronte ai ricordi e alla oggettiva bellezza di questa moto ritornata a noi, seppur certo non con le glorie del genere “Regolarità”. Ma la versione 500 anniversary in azzurro, strisce tricolori, borsa sul serbatoio e targhe portanumero laterali, è davvero “accattivante”, nonostante di quella storia non rimanga che un blasonato ricordo.

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