Viaggio nei leggendari anni Ottanta, quando tutto appariva più leggero

Ripercorrendo gli anni Ottanta e ripensando a "quanto dura un attimo". Soprattutto se conicide con i bei ricordi e con quelli della propria "invincibile estate"

Ripercorrendo anni straordinari e ripensando a “quanto dura un attimo”. Soprattutto se coincide con i bei ricordi e con quelli della propria “invincibile estate”

 

Nostalgia degli anni Ottanta. Ebbene si. Da ex musicista, batterista, appassionato di New Wave, vivo nel mito degli anni Ottanta perché, probabilmente, mi riportano alla mia gioventù e ad un’Italia più sorridente. Non come quella di oggi, depressa e chiusa in se stessa, alla ricerca di qualche follower.

Nei primi anni Ottanta appare all’orizzonte una stagione di grande fiducia e positività, il benessere raggiunto alimenta la voglia di curiosare “oltre”, di confrontarsi con realtà altre, c’è voglia di emergere.

Parliamo di un’epoca che oggi viene ricordata come quella dell’edonismo sociale e politico. Ma tutto finisce con il crollo del Muro di Berlino, il 9 novembre del 1989. La società è incastrata nelle nuove logiche di mercato, un mercato che sta per gettare le sue basi verso quel fenomeno che di lì a poco prenderà il nome di globalizzazione. Non esistono gli smartphone e quando siamo fuori casa, per fare una telefonata, dobbiamo cambiare le lire in gettoni e raggiungere una cabina telefonica. In tv vengono trasmessi i primi video clip musicali. La tv, come mezzo social, è ben rappresentata dalla trasmissione Indietro tutta! Del 1987, condotta da Renzo Arbore e Nino Frassica. Nascono le tv private.

Inizia la mia avventura con la musica

 

Io che socializzo poco, trovo nella musica il miglior dialogo. Inizio a suonare la batteria, sembra un classico, sui fustini del detersivo e poi passo alla batteria vera. Compro una Hollywood usata che porto a casa in autobus con il cuore traboccante felicità. Completa di piatti e aste, il prezzo che pago è di 170mila lire.

I momenti migliori li passo nello scantinato di un amico, circa 7 metri quadri. Conosco questo ragazzo, ribadisco, io non sono di approccio facile, e ci ritroviamo in 6 persone, ammucchiati, uno sull’altro, a suonare. Stiamo talmente bene che nasce il mio primo gruppo anzi complesso, come si diceva un tempo. Ci chiameremo Panjandrum, un nome che nello slang inglese significa Gente che conta, siamo proprio Eighties. L’entusiasmo è alle stelle. Il primo giorno di prove che nemmeno ci conosciamo, improvvisiamo e suoniamo per la bellezza di cinque ore e mezza di seguito. Usciamo dalla cantina del malcapitato palazzo, con il mio migliore amico, chitarrista del gruppo, risaliamo sul mio Vespone PX 125 e non parte. In un autorimessa, un’anima pia interviene, come si faceva una volta. Con una chiave stacca le puntine di avviamento che si erano attaccate e il vespone riprende la sua strada. Meraviglie di quegli anni.

Alcuni fatti degli anni Ottanta

 

Il primo anno del decennio registra gravi fatti di sangue e segna la fine degli Anni di piombo. Il dopo Moro 1980 è questo, ricordiamolo:

– Il 27 giugno nel cielo di Ustica esplode un aereo Itavia, 81 vittime.
– Il 2 agosto la Stazione di Bologna è devastata da una bomba, 85 vittime.
– Ronald Reagan vince le elezioni presidenziali.
– Al cinema escono Shining, con Jack Nicholson e The Blues Brothers il film commedia musicale con John – Belushi e Dan Aykroyd. Pietre miliari.

1981

– Il 13 maggio alle 17.19, papa Giovanni Paolo II viene colpito da due colpi di pistola sparati dal turco Ali Agca mentre, a bordo della sua auto scoperta, saluta i fedeli accorsi per l’udienza generale a piazza San Pietro.

1982

– Campioni del mondo! L’Italia vince il Campionato mondiale di calcio in Spagna. (Ne parliamo più avanti)
– I film d’azione con Arnold Schwarzenegger, Conan il Barbaro e con Sylvester Stallone Rambo, fanno storia, E.T. l’extraterrestre con la creatura ideata da Carlo Rambaldi, vincitore dell’Oscar per i migliori effetti speciali, è record di incassi del decennio.

1983

– Margaret Thatcher, sulla scia della vittoria della Falkland viene rieletta Primo ministro.

1984

– Padova, stroncato da ictus durante un comizio, muore il segretario del Pci Enrico Berlinguer.
– In India viene ucciso il Primo ministro Indira Gandhi.
– Il primo marzo l’esordio degli orologi svizzeri Swatch, con una collezione di 12 modelli.

1985

– Michail Gorbaciov è eletto segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

1986

– Il 26 aprile esplode un reattore nucleare a Chernobyl e la terribile nube radioattiva copre l’Europa.
– Il 30 aprile dopo Norvegia e Inghilterra, l’Italia è il terzo Paese europeo a connettersi alla rete.

1989

– Si svolgono i fatti di sangue di Tienanmen, a Pechino.
– Il 9 novembre crolla il Muro di Berlino.

Nasce un sentimento “green”

 

Il decennio è segnato da gravi incidenti ambientali, quali l’esplosione del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl e il naufragio della Exxon Valdez, superpetroliera della Exxon Mobil Corporation che il 24 marzo 1989 si incaglia in una scogliera dello stretto di Prince William, in Alaska, riversando in mare fra i 260.000 e i 750.000 barili di greggio (corrispondenti a più 40.000m3 di petrolio) .

Questa “ondata nera” si estende su una superficie enorme pari circa 28.000 km quadrati. La linea costiera danneggiata, fino ad allora una delle più intatte e incontaminate del mondo, paragonabile alla Bassa California (circa 2.000 km). Prende così vita un movimento trasversale alla politica e agli status che si pone come obiettivo un risparmio delle risorse del pianeta, in contrapposizione al dilagare consumistico. Diventano popolari le associazioni ambientaliste e animaliste.

Dopo la scoperta di un buco nella fascia dell’ozono sopra il Polo Sud, alla fine degli anni Ottanta, nel nostro Paese viene bandito il freon delle bombolette spray, ritenuto tra i responsabili dell’assottigliamento dello strato di ozono terrestre ai poli.

Ritorniamo alla musica

 

La musica è in fermento. Presto avviene il passaggio di testimone dal Punk alla New Wave (nuova onda), in alcuni casi si parla anche di Post-punk. New Wave, l’espressione è utilizzata per denominare nuove forme di musica e di cinema, che propongono una rottura netta con i canoni del passato. Un’ondata culturale poliedrica.

Dal rock’n’roll al soul, dal post-punk al garage, dal progressive alla psichedelia dal funky al blues sono le mille facce dei suoni della nuova ondata. La tecnologia è finalmente una realtà alla portata di tutti, l’uso del sintetizzatore è più intuitivo, è possibile sperimentare e creare liberamente. Si tratta del decennio in cui al mondo si sono venduti più vinili e paradossalmente è stato il periodo in cui il cosiddetto “underground” ha meno visibilità. Io sono parte di questa “ondata” con i Panjundrum prima di arrivare ai Fotoscura, il gruppo con cui farò il mio secondo disco ma l’atmosfera non sarà più la stessa.

Con i Panjundrum inizio a fare concerti. Ricordo ancora gli X Factor dei miei tempi: la Grande occasione, un programma su una tv privata nota ai tempi e una serata al teatro tenda Pianeta 7Up in cerca di un produttore che non arriverà. Però ci sarà divertimento e l’odore dei concerti veri sul palco tra prove, strumenti a palla ed emozioni inenarrabili. Non le emozioni di oggi indotte dal mercato e dai colossi del pensiero unico. Con i Panjundrum arriverà un fantastico 45 giri, autoprodotto, oggi un vero e proprio “residuato bellico”.

Anni Ottanta, cosa accade in Italia?

 

Gli anni Ottanta cominciano in Italia nel segno del punk. Il punk libera il nostro spirito e la nostra immaginazione, per la prima volta ci accorgiamo che non esiste solo la musica pop di Sanremo o delle radio commerciali.

Nascono le prime etichette discografiche indipendenti, slegate dalle major (Contempo, Toast, Vox Pop, IRA, Italian Records, Materiali Sonori tra le altre) le fanzines, nelle edicole compaiono i primi mensili specializzati come Ciao 2001 e Rockerilla, giornale chre acquisto ad ogni uscita, si aprono i primi negozi di dischi d’importazione e vedono la luce le radio libere dopo la liberalizzazione dell’etere nel 1976.

Dalle ceneri del punk della storica Harpo’s music, etichetta fondata nel 1977 da Cialdo Capelli e Oderso Rubini. Nasce a Bologna la new wave italiana. L’attività della Harpo’s Music culmina con l’organizzazione del concerto Bologna Rock nel 1979, che radunò più di seimila persone nel palasport di Bologna.

In seguito Oderso Rubini fonda una nuova etichetta: la Italian Records, che ha pubblicato tutti i maggiori esponenti della scena new wave bolognese. L’Emilia è molto attiva, a partire dai Gaznevada, per proseguire coi Rats ma soprattutto con i CCCP-Fedeli alla linea; sul finire del decennio ecco anche gli Ustmamò e i Disciplinatha.

L’album di debutto dei CCCP Fedeli Alla Linea, “1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi: Del conseguimento della maggiore età” del 1986, forse è da considerare il più importante disco italiano indipendente del decennio (e non solo).

CCCP

 

I CCCP Fedeli alla linea, originari di Reggio Emilia, sono stati uno dei principali gruppi punk rock italiani. La loro musica rappresenta la più originale e personale New Wave italiana. Si sono definiti un gruppo di “musica melodica emiliana” e di “punk filo-sovietico”, nascono nel 1982 a Berlino dall’incontro tra il chitarrista Massimo Zamboni e il futuro cantante/leader della band Giovanni Lindo Ferretti e si sciolgono in Italia nel 1990. Dalle ceneri dei CCCP nascono da prima i C.S.I (Consorzio Suonatori Indipendenti) e poi i PGR (Per Grazia Ricevuta) gruppi capitanati entrambi dal cantante Giovanni Lindo Ferretti (Da leggere il suo bellissimo libro Reduce).

A Milano e nel suo hinterland ci sono gli Underground Life, i Carnival of Fools di Mauro Giovanardi (poi con i La Crus), gli elettronici Weimar Gesang, e più tardi i Timoria e gli Afterhours. Se nel catanese girano i Denovo e nel maceratese i Gang, è stata soprattutto la scena fiorentina a dare i più sostanziosi frutti, con band quali i Diaframma, i Moda (Andrea Chimenti), i Neon, e i più famosi di tutti, i Litfiba.

 

Litfiba

 

A ottobre 1980 in Via dei Bardi a Firenze, si formano i LITFIBA, in una fumosa cantina, il loro nome è infatti un acronimo che unisce : LIT(Italia) FI(Firenze) BA (Via de Bardi).

La formazione prevede: Gianni Maroccolo (basso), Antonio Aiazzi (tastiere), Francesco Calamai (batteria), Federico “Ghigo” Renzulli (chitarra) e Piero Pelù (voce). Nel luglio del 1982 i Litfiba vincono la seconda edizione dell’Italian Festival Rock di Bologna e poco dopo pubblicano il loro primo LP: “Guerra”. Durante il mio servizio militare, parto a dicembre del 1989, con la chitarra i Litfiba faranno compagnia a molti miei commilitoni.

La new wave italiana, rimane un movimento underground causa la scarsa attenzione da parte dei media nazionali. Solo la trasmissione televisiva Mister Fantasy, condotta da Carlo Massarini, ha dato molto spazio a tutta la variegata scena new wave italiana. Ricordo ancora la visione il mercoledì sera e la voce di Mario Luzzato Fegiz, poi i video.

Dalla New Wave passo alla musica “Hygge

 

Windham Hill Records, sensibile alle note, sensibile alle foglie, musica “hygge”. Hygge è anche la musica prodotta da una storica casa editrice degli anni 80-90 che risponde al nome di Windham Hill. Ne divoravo brani a più non posso e ne conservo ancora alcuni vinili. Ne adoravo le atmosfere e in seguito a questa passione diedi vita a un gruppo chiamata Islanda, in nomen omen, dove ero però il chitarrista con la mia Stratocaster soprannominata “Il battello ebbro” dalla celebre poesia di Rimbaud.

La Windham Hill Records, etichetta discografica americana fondata nel lontano 1976 dal chitarrista William Ackerman e dalla moglie Anne Robinson, incarna alla perfezione l’atmosfera puramente “Hygge”. Attenzione al bello, alla natura, dal logo alle foto delle copertine, dalla grafica essenziale ed elegante, alla musica altra, musica di atmosfera che spazia dall’acustico-folk all’etnico, dall’elettronica alla new-age.

New Age da ricollegare ad un concetto legato ad “un ideale dell’avvento di un mondo nuovo” o di una “nuova era”. Il termine è utilizzato, come in questo caso, con particolare riferimento ad un segmento di mercato che comprende libri, dischi beni e servizi alternativi connessi a tali visioni del mondo.

I dischi della Windham Hill, al loro debutto, hanno praticamente creato un nuovo genere musicale, il suono “alla Windham Hill”. Ackerman ha venduto la sua metà della compagnia alla BMG nel 1992 e Robinson ha venduto la sua metà nel 1996.

Nella mia prima casa in cui andai ad abitare da solo avevo un balcone molto alto che dava sui Castelli, i monti attorno a Roma. Amavo la sera, dopo cena, starmene per i “beati cazzi miei”, mettere un vinile Hygge e immaginare di stare in Islanda, tra renne e ghiacci.

Alcuni artisti della Windham Hill

 

William Ackerman, George Winston, Michael Hedges, Alex de Grassi, Robbie Basho, Tuck & Patti, Wim Mertens; Shadofax, Nightnoise, Yanni, Michael Marning, Montreux, Mark Isham e tanti altri

All’età di 12 anni, Will inizia a suonare la chitarra. Il suo motto è “La musica è senz’altro melodia” ed il suo stile è basato sull’improvvisazione senza eccedere in virtuosismi tipici del jazz o seguire rigide partiture tipiche della musica classica.

Michael Hedges from Aerial Boundaries (1984) (Mendocino, 31 dicembre 1953 – Boonville, 2 dicembre 1997) è stato un chitarrista statunitense di chitarra acustica. A 4 anni inizia a suonare il pianoforte e dopo, alle scuole superiori, studia clarinetto e violoncello. Si iscrive alla Phillips University dove studia composizione ed inizia a suonare chitarra classica e flauto.

Nel 1980 studia computer music alla Standford University. Dopo esser stato notato da William Ackerman durante un concerto, stipula grazie allo stesso Ackerman un contratto per l’etichetta discografica Windham Hill Records. Nel 1984 incide Aerial Boundaries, album strepitoso,che gli varrà una nomination al Grammy. Ultimo album sarà Oracle nel 1996. Morirà in un incidente d’auto il 2 dicembre 1997.

Nightnoise from At the End of the Evening(1988:) Nightnoise nasce come collaborazione tra il violinista americano Billy Oskay e il cantante e chitarrista irlandese Micheal O Domhnaill. Una miscela perfetta di musica celtica, jazz e musica da camera classica. Attivi dal 1984-1987, hanno pubblicato sette album con l’etichetta Windham Hill.

E L’Italia del calcio dal 1978 al 1982?

 

L’Italia del calcio di questi quattro anni è quella che esprime il calcio migliore che la Nazionale abbia mai concretizzato, almeno a mio parere.

La rivelazione Rossi esplode nel 1978. Siamo in Argentina, il paese è sotto dittatura di Videla, Bearzot a sorpresa lo schiera nella prima partita con la Francia accanto a Bettega, mettendo in panchina Graziani e facendo di quell’Italia, una squadra dal gioco esaltante, l’Italia degli esordienti Rossi e Cabrini.

In Argentina, Paolo Rossi diventa Pablito e segna 2 gol in 7 partite. Memorabile la triangolazione con cui l’Italia batte l’Argentina che picchia duro e che poi vincerà il mondiale ai danni della povera Olanda.

Un anno da dimenticare è il 1980, anno della vicenda del “calcio scommesse” su cui Pablito si dichiarerà sempre innocente. Anche nel bellissimo volume scritto assieme alla moglie Federica Cappelletti Quanto dura un attimo (Mondadori, Collana Vivavoce, pagine 288, € 19) lo ribadirà più volte con fermezza.

Bearzot crede a Pablito. Nonostante l’aria che si respira,. Paolo Rossi per molti è finito. Ma il “Vecio” dimostrerà di avere ragione e nel 1982 accade quello che tutti sappiamo. Rossi risorge e porta un’Italia “commovente” ad una vittoria che nessuno può immaginare. Soprattutto alla fine della prima fase del torneo.

Poi il pallone d’Oro e lo scudetto nell 1983-83 con la Juve. La sua storia, che parte dal fantastico rumore dei tacchetti negli spogliatoi del Santiago Bernabeu in attesa della finalissima, può essere d’esempio per tutti, per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni. Esattamente come quando in campo rubava il tempo agli avversari, la leggenda di Pablito sfugge all’oblìo delle masse perché tutti abbiamo ancora bisogno di sognare e di credere nelle imprese impossibili”.

Proprio così, con Paolo Rossi abbiamo imparato a sognare e a credere nelle imprese impossibili. Forse è questo “quanto dura un attimo”. Quando diventa eterno per la gioia che provi in certi momenti di inenarrabile felicità in cui i sogni si avverano. Come accadde per molti in quello straordinario 1982 con l’Italia di quegli “eroici” giocatori del Mundial.

Quanto dura un attimo, soprattutto quando coincide con i ricordi migliori di un’epoca e della tua giovinezza.

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