Il bel tedesco, Gottfried von Cramm campione bisessuale ai tempi di Hitler

Il bel tedesco, Gottfried von Cramm campione bisessuale ai tempi di Hitler

La vita intensa e di “alta tenuta” del campione di tennis Gottfried von Cramm, discriminato nella Germania nazista perché bisessuale. Un esempio di grande dignità

Gottfried von Cramm, un grande giocatore di tennis, celebre per l’eleganza del gioco, maneggiava la racchetta con un volteggiare d’airone. La biografia, di recente uscita, dal titolo Il bel tedesco (Der schöne Deutsche, Rowohlt) a firma Jens Nordalm, evidenzia alcuni aspetti che rivelano la vita del grande campione, una vita da film ben oltre quei canoni estetici che tanto piacevano alla Germania di Hitler.

Gottfried von Cramm, nascita di un campione

Il barone Gottfreid Von Cramm nasce nel 1909 da una delle più antiche famiglie aristocratiche di Sassonia, trascorre gran parte delle sue giornate nel castello di Brüggen.

Nel 1932 Von Cramm si guadagna un posto nella squadra nazionale di Coppa Davis e vince il primo di quattro titoli nazionali di fila. Fa coppia con Hilde Krahwinkel, vincendo il titolo di doppio misto al Torneo di Wimbledon.

Conquista il suo primo titolo di singolare in un torneo dello Slam nel 1934, vincendo gli Internazionali di Francia, sconfiggendo in finale il grande campione australiano Jack Crawford, che l’anno precedente arriva, primo nella storia, ad un soffio dalla conquista del grande Slam. Alto, bello e biondo, corrisponde in maniera ideale all’immagine che il regime nazista vuole incarnare ed esportare nel mondo.

Finalista contro Fred Perry

Per tre anni consecutivi von Cramm è finalista del singolare maschile a Wimbledon, perdendo incontri memorabili contro l’inglese Fred Perry nel 1935 e nel 1936. L’anno successivo perde in finale contro lo statunitense Don Budge sia a Wimbledon che agli Internazionali degli Stati Uniti.

Nel 1935 viene sconfitto nella finale del Roland Garros da Perry, ma l’anno seguente vince il suo secondo titolo agli Internazionali di Francia. Nel tentativo di portare von Cramm dalla propria parte, il regime nazista punisce la sua insubordinazione impedendogli di competere agli Internazionali di Francia nel 1937.

Perseguitato come “criminale sessuale”

Von Cramm si rifiuta fermamente di diventare uno strumento della propaganda nazista. Gustavo Re di Svezia (suo grande amico e compagno di doppio) gli offre asilo politico ma il Barone decide di andare incontro al suo destino

La persecuzione inizia il 5 marzo 1938, quando Von Cramm viene arrestato dalla Gestapo mentre si trova a cena dopo il ritorno dal lungo tour all’estero e dove più volte ha parlato male della Germania.

L’accusa ufficiale però non è quella di aver parlato male del regime nazista ma di violare il paragrafo 175 del codice penale tedesco, quello che vieta i rapporti sessuali tra uomini. Von Cramm è bisessuale al pari della moglie Lisa von Dobeneck, erede di una dinastia di banchieri.

Il processo

Gottfreid von Cramm affronta il processo con le accuse di aver intrattenuto una relazione omosessuale con l’attore ebreo Manasse Herbst e di complicità in esportazione di valuta, in quanto il barone aveva a più riprese aiutato Manasse Herbst a recuperare alcune somme di denaro altrimenti sottratte dal regime.

Giudicato colpevole, viene condannato a un anno di prigione, poi ridotto a 5 mesi. Gli amici del tennis internazionale ne rimangono indignati: Don Budge raccoglie le firme di 25 atleti di primo piano e invia una lettera di protesta a Hitler dove c’è scritto: “Nessun Paese potrebbe desiderare un rappresentante migliore, nessuno sport un esponente più credibile”.

Finalmente libero, nel maggio 1939 von Cramm desidera subito ritornare alle competizioni tennistiche come se niente è successo. Ma gli viene vietato, come “criminale sessuale” di competere a Wimbledon, Parigi o agli Us Open.

Nella resistenza tedesca e di nuovo a Wimbledon

Inizia a lavorare per la resistenza tedesca, attraverso “le sue connessioni con la Svezia, con il cui re gay era stato amico praticamente dall’inizio della sua carriera e dove divenne l’insegnante di tennis di Lennart Bergelin, poi maestro di tennis di Björn Borg”.

Nel 1951, 12 anni dopo la vergognosa “cacciata” del 1939, torna a giocare sui campi in erba di Wimbledon: a 42 anni, indossando ancora i suoi pantaloni lunghi di flanella (in un’epoca già dominata dai pantaloncini corti), si arrende all’egiziano Jaroslav Drobny; ma il Centre Court lo omaggia di un applauso interminabile a fine match, quasi a ricompensarlo dei torti subiti in carriera. Ad oggi Von Cramm resta, insieme a Ivan Lendl e Ken Rosewall, il più grande giocatore a non essere riuscito a vincere il Singolare al Torneo di Wimbledon.

Gioca in Coppa Davis fino al suo ritiro dalle competizioni, dopo la stagione 1953, e detiene ancora il record per il maggior numero di vittorie in Coppa Davis tra i tennisti tedeschi. In totale disputò 82 incontri in Davis Cup, di cui 58 in singolare e 24 nel doppio

Il matrimonio con Barbara Hutton e le ultime celebrazioni

Von Cramm diventa amico della statunitense Barbara Hutton, ereditiera della famiglia Woolworth, e sua ammiratrice di vecchia data. Nel novembre 1955, dopo il fallimento del suo quinto matrimonio, la Hutton, affranta, cerca sicurezza e amicizia in Von Cramm. I due si sposano ma divorziano nel 1959.

Gottfried von Cramm sarà inserito nel 1977 nell’International Tennis Hall of Fame di Newport (Rhode Island) nel 1977. In suo onore gli viene intitolata una strada, la Gottfried von Cramm Weg a Berlino-Wilmersdorf, dove ha sede il Rot-Weiss tennis club.

Nonostante la sconfitta del nazismo, il paragrafo 175 rimase in vigore ancora a lungo in Germania: verrà riformato nel 1973, tre anni prima della morte di Von Cramm in un incidente d’auto in Egitto e definitivamente abolito solo nel 1994. Gottfried von Cramm, un eroe d’altri tempi la cui dignitosa eleganza sarà pari solo al suo gioco.

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