Perdersi a Roma, flânerie per camminare con chi la racconta

Perdersi a Roma, flânerie per camminare con chi la racconta

Perdersi a Roma, il libro di Roberto Carvelli. Una “non-guida” che è un racconto personale, un invito a perdersi nella Città Eterna ritrovando dentro se stessi il senso di un viaggio che trasforma

 

Perdersi a Roma, nei suoi vicoli, tra i suoi antichi tracciati, le sue ville storiche, è qualcosa di magico. Soprattutto se ci si lascia prendere per mano da un libro come questo che ci accompagna alla scoperta dell’ineffabile e della “Grande Bellezza”. E ci aiuta anche “indagare” la Roma dei “fattacci” con fare quasi “lucarelliano”..

Perdersi a Roma, Guida insolita e sentimentale di Roberto Carvelli (Ediciclo Editore, 256 pagine, Collana Tascabili Ediciclo, Euro 13) è un percorso di paesaggi e luoghi del cuore che non trova posto nell’ufficialità celebrata dalle guide. Il tentativo di un libro-viaggio da portare sempre nello zaino come compagno di insostituibili e ordinarie avventure nello “straordinario” di una città dalle molteplici contraddizioni ma che tutto il mondo invidia. Un volume di interviste agli scrittori, sui loro quartieri e sul loro rapporto con la città, un’antologia di brani di bella scrittura di autori che hanno sentito l’urgenza di dire questi luoghi in letteratura, dei viaggi personali.

Tanti contributi, tante storie, tante narrazioni appassionate: Cristina Ali Farah, Antonella Anedda, Attilio Bertolucci, Luca Canali, Vincenzo Cerami, Roberto Cotroneo, Claudio Damiani, Erri De Luca, Mario Desiati, Lia Levi, Marco Lodoli, Valerio Magrelli, Sandra Petrignani, Sandro Onofri, Antonio Pascale, Tommaso Pincio, Christian Raimo, Carola Susani, Sandro Veronesi.

L’avvicendarsi dei toni – dal confidenziale al giornalistico, dall’autobiografico all’introspettivo – rappresenta l’oscillazione dettata da un procedere per tentativi inseguendo una definizione che non esiste se non nel disargine. Perdersi a Roma è, in ultimo, una non-guida per camminare con chi la racconta e con i nostri stessi sogni, quei sussurri con cui ci intratteniamo spesso, appunto, calcando le strade.

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