Perseidi, la notte delle stelle fortunatamente non da Oscar

Perseidi, la notte delle stelle fortunatamente non da Oscar

Perseidi, la notte di San Lorenzo, quando guardare al cielo non è più una questione di tifoseria tra clericali e anticlericali. È forse, più semplicemente, quella voglia di essere altrove


Perseidi, l’oscuro fascino del desiderio anzi della nostalgia.
Desiderio, de-sidera, un momento particolarmente toccante che corrispondeva a quando i legionari romani tornati dalla battaglia, aspettavano il ritorno dei compagni guardano al cielo. E non è un caso se, nel bellissimo Somnium Scipionis di Cicerone, le anime degli uomini nobili, una volta separatesi dal corpo, finiscano in cielo per continuare a brillare eternamente sotto forma di stella.

L’arrivo di agosto, per fortuna, non segna solo l’ingresso nel periodo più vivo e intenso dell’estate, (che personalmente detesto più di un frollino nell’ora panica). Agosto porta anche, oltre alla canicola che soffoca i pensieri, la nostalgia per la “meglio gioventù”, per le serate in spiaggia, per le stelle e per le bocche che sapevano di lucidalabbra. Molto più attraenti rispetto a questi tempi malsani di bocche perennemente sboccate. Le lacrime di San Lorenzo finiscono per “sciabolare” anche i cuori meno romantici, invitandoci, per un attimo, a sperare , senonaltro, che, guardando altrove, la vita sia più “musicale” dei “Moleskin” (lo so che si chiamano Maneskin ma mi viene naturale chiamarli diversamente).

Perseidi, sono tra noi

 

Per vedere le Perseidi non bisognerà aspettare il 10 agosto. In realtà sono già visibili da metà luglio e raggiungeranno il picco massimo nei giorni 11, 12 e 13 agosto. In particolare la notte tra l’11 e il 12 agosto, il cielo verrà attraversato da circa 100 meteore ogni ora. L’8 di agosto, invece, con la luna in fase di novilunio, lo spettacolo sarà ancora più nitido perché il cielo sarà ancora più buio.

In realtà, abbiamo meteore ogni giorno ma per avere tante meteore nello stesso tempo bisogna avere una comune origine. In questo caso è la cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 da Lewis Swift e Horace Tuttle, una cometa periodica che ad ogni passaggio lascia molti detriti lungo la sua orbita. La Terra incrocia l’orbita della cometa ogni anno intorno al 12 agosto, attirando questi detriti. Ci sono anche altri sciami meteorici durante l’anno ma questo delle Perseidi è, senza dubbio, il più noto.

Le stelle cadenti di San Lorenzo

 

Le Perseidi, da tutti conosciute come come Stelle Cadenti di San Lorenzo, sono uno sciame meteorico. Come precisato sul sito del Planetario di Torino, “Non sono stelle, ma piccoli frammenti di polvere e roccia, di dimensione inferiore al centimetro. Attirati dalla gravità terrestre, iniziano a cadere verso il centro della Terra e bruciano completamente a causa dell’attrito con i gas dell’atmosfera, dando origine alla scia luminosa che osserviamo. Il termine meteora indica la scia luminosa di un oggetto che brucia attraversando la nostra atmosfera”.

Le Perseidi devono il loro nome al fatto che le meteore sembrano tutte provenire da un unico punto del cielo chiamato radiante che si trova nella costellazione di Perseo, compresa tra Andromeda e il pentagono dell’Auriga. Lo sciame meteorico delle Orionidi di ottobre ha il radiante nella costellazione di Orione, le Leonidi di novembre hanno il radiante nella costellazione del Leone, e via dicendo. Ad agosto la costellazione di Perseo si trova in direzione nord-est; è bassa sull’orizzonte a inizio serata, ma si alza col procedere della notte.

Più la costellazione è alta, più meteore si vedono. Meglio cercare le stelle cadenti poco prima dell’alba piuttosto che dopo cena. Anche se è possibile vederle in ogni momento. Importante è allontanarsi dalle fonti principali di inquinamento luminoso e aspettare al buio completo almeno 10 minuti affinché gli occhi si abituino al buio. Ci rimane questa nostalgia. Quella indefinita speranza di credere che nel veder passare una lacrima di San Lorenzo sopra di noi, sia di buon auspicio. Ci piace crederlo. Come affidarsi a Dio e a qualcosa di più grande che possa dare conforto e direzione. Proprio come la stella più luminosa che nella notte guida i naviganti. E come, nelle serate d’estate di noi degli anni Ottanta, eravamo lì. A guardare le stelle e a sperare chissà quali trasformazioni epocali.

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