Più che il fascismo potrà l’ingovernabilità a fare del paese un caos

Più che il fascismo potrà l'ingovernabilità a fare del paese un caos

Non vedo la possibilità di un pericolo fascista quanto piuttosto il rischio di un paese ingovernabile perché la politica non assolve più al suo compito

 

Leggo da molte parti, non solo nella pantomima dei social, ma anche e soprattutto tra le pagine dei media più servi dell’ideologia dominante che, da lunedì, saremo a rischio dittatura.

Leggo post che delirano asserendo che il clima oscurantista e fascista possibile da lunedì sarà una triste realtà. Suvvia, signori che producete sifffatti sillogismi, una domanda: ci avete presi tutti per coglioni? davvero pensate che tutti se la possano bere questa fregnaccia che non saremo più liberi se vince la destra? Se Lupi e Tajani saranno al posto di Letta e Fratoianni? Davvero credete che tornerà il fascismo più bieco con la Meloni e compagnia cantante?

I manutengoli di questa vulgata sono di varia foggia: essenzialmente o in malafede, o di propaganda o ingenui (la parte più irrisoria). Tutto il resto è funzionale semplicemente a discriminare l’eventuale vittoria di una parte che, ricordo alle vestali della democrazia, che eventualmente saranno gli italiani a deciderlo. Se ciò dà tanto fastidico, mi pare di poter dire che il fascimo annida proprio laddove, con il sorriso unto dell’ipocrisia, si cerca di delegittimare le elezioni, vadano come vadano.

Ora ciò che dà più fastidio, nel paese dei balocchi, dove la fanno da padroni illegalità e corruzione, è sempre questo basso tentativo di distogliere l’attenzione da problematiche gravi e serie per portarci altrove. Capisco che la politica ormai ha zero contenuti e vive di like estorti con la propaganda dell’odio sulla parte avversa ma qui, oserei dire senza remore, in questa nostra Italia, il pericolo più che fascista è che voi politici non ci stiate capendo un cazzo e che per, mantenere la cadrega, continuiate a seminare divisioni tra le persone. Divide et impera, lo sappiamo.

Dobbiamo stare attenti, però, al clima che si sta seminando perché c’è il rischio di rimanere col cerino in mano e alimentare una pericolosa fiamma di ritorno. Ripeto, il problema non sarà il fascismo, nel caso di vittoria della destra, ma l’ingovernabilità del paese. Cosa che da anni, destra o sinistra al potere, si è alimentata con la militanza del vuoto in politica. Il nulla come programmazione e strategia sul futuro (il caso Marche insegna perché viene da chiedere: dove sono finiti i soldi che dovevano mettere in sicurezza il fiume Misa?).

Ecco vorrei dire, a politici, media e sociologi di Facebook: non è il caso di continuare a diffondere la droga dell’odio perché qui il problema serio da lunedì sarà come andare avanti se non verrà effettuata una politica davvero comune e per la gente, non quella acchiappalike di certa “nientità”.

E se non si governa bene l’Italia, a rimetterci sarà la gente, comunque avrà votato. Mentre chi fa bla bla bla, potrà continuare a frequentare la buvette di Montecitorio senza problemi. Tanto le bollette le pagheremo sempre noi. E a sputare sangue non sarà Emiliano ma il popolo italiano. Destra o sinistra che siano.

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